Ennesima impennata dei costi sanitari!!!!

Nel primo trimestre di quest'anno i costi della salute sono aumentati di ben il 7,7%, decisamente di più rispetto a quanto preventivato dall'Ufficio federale della sanità (2,3%) e da Santésuisse (3,8%). «Un fatto molto inquietante», ha commentato la direttrice dell'associazione mantello delle assicurazioni malattia Verena Nold. Ricordiamo in proposito che lo scorso settembre era stato annunciato per quest'anno un aumento medio dei premi a livello svizzero del 4,2%. Se la progressione dei costi non dovesse attenuarsi, è quindi probabile che il rincaro sarà ancora più alto. Un aumento dei costi esagerato per colpa, in modo particolare, del rapido aumento dei costi della medicina ambulatoriale, sia negli ospedali che negli studi medici.

CSS: troppi farmaci non economici Da parte sua la futura responsabile della cassa malati CSS, la 47.enne Philomena Colatrella, ha un'idea per ridurre almeno parzialmente l'aumento dei costi della salute. A suo dire infatti le assicurazioni malattia devono attualmente pagare dei medicinali e delle prestazioni che non sono più economici. Chiede quindi alla Confederazione di verificare il catalogo più spesso e con nuovi test. Secondo la legge le prestazioni per essere rimborsate devono essere efficaci, appropriate ed economiche. «Ma attualmente non vi è un vero esame delle prestazioni e dei prezzi». In particolare ritiene che manchino test scientifici. «Vogliamo che la Svizzera effettui test d'efficacia scientifica per tutte le prestazioni che sono rimborsate dall' assicurazione di base». Colatrella accoglie con favore le prime misure adottate dal Consiglio federale, ma fa notare che «più il tempo passa, più aumentano i costi che ci sono fatturati». La futura responsabile della principale assicurazione malattia della Svizzera critica anche il fatto che il settore farmaceutico e le casse malati non siano poste su un piano di parità per quanto riguarda i prezzi dei medicinali. «Le imprese farmaceutiche possono lamentarsi quando non sono d'accordo», gli assicuratori invece non hanno un diritto di veto quando un medicinale che non ritengono redditizio è posto sulla lista dell' assicurazione di base. Invita quindi a introdurre un simile meccanismo che, ritiene, permetterebbe di fare «grandi risparmi sui costi». Chiede inoltre alla Confederazione di verificare i prezzi dei medicinali tutti gli anni e non ogni tre, come avviene ora.

Fonte: Il corriere del Ticino