ACSI, quelle telefonate indigeste...

Sarà certamente capitato anche a qualcuno di voi. Siete a tavola per il pranzo in famiglia e squilla il telefono. Già di per sé è scocciante ma lo è ancora di più quando, dall'altra parte del filo, c'è una persona che cerca di vendervi una nuova assicurazione o una cassa di bottiglie di vino Bordeaux. C'è chi reagisce con gentilezza rifiutando comunque categoricamente l'offerta, chi si lascia andare prendendo a male parole l'interlocutore e chi, invece, si lascia convincere a stipulare un contratto senza prima valutare bene la situazione. «Nonostante le varie raccomandazioni che giungono da più parti, c'è ancora qualcuno che si lascia abbindolare. Immaginate una persona che capisce poco della materia e che in qualche modo si fa irretire dal venditore di turno che agisce magari da un call center situato chissà dove. Se questa disdicevole pratica continua, vuol dire che qualcuno ancora casca nel tranello. Ci deve essere un tornaconto, altrimenti questo pressante marketing telefonico sarebbe già terminato» ci dice la segretaria dell'Associazione consumatori e consumatrici della Svizzera italiana (ACSI) Laura Regazzoni Meli.

Ma cosa si può fare per mettere fine a simili scocciature? Secondo la nostra interlocutrice si può agire su due livelli. In primis una parte attiva spetta a colui che riceve la telefonata. In questo senso l'ACSI invita tutti coloro che dovessero ricevere una tale telefonata a «tagliar corto» e a non rispondere se magari si riconosce il numero di telefono che appare sul display dell'apparecchio. Appurato che questo metodo talvolta non funziona, «come associazione di consumatori abbiamo deciso di rivolgerci ai principali operatori di telefonia – Swisscom, Sunrise e Upc Cablecom – affinché applichino dei filtri che impediscano di chiamare coloro che hanno fatto mettere un asterisco accanto al loro numero sull'elenco telefonico» spiega Regazzoni Meli. Sì perché in base alla legge federale contro la concorrenza sleale, in presenza dell'asterisco sono proibite le chiamate commerciali pubblicitarie. Ma questo non ferma assolutamente i venditori spregiudicati che sfidano la legge entrata in vigore nell'aprile 2012 che indica la possibilità di irrogare pene fino a tre anni di detenzione. «In passato si è cercato di far intervenire pesantemente la giustizia – continua Regazzoni Meli – ma il più delle volte si è fatto un buco nell'acqua perché i call center da cui partono le chiamate sono all'estero. Un fatto che complica enormemente le cose. Ora, noi e le consorelle associazioni dei consumatori della Svizzera tedesca e romanda abbiamo in calendario in autunno un incontro con i rappresentati degli operatori telefonici per cercare una soluzione. Finora questi ultimi hanno adombrato problemi di non chiara natura tecnica ma da parte nostra sappiamo di accorgimenti tecnici che sono in vigore con successo in alcune realtà del nostro Paese. Insomma, se si intende far qualcosa, è assolutamente possibile. Basta volerlo». Per la segretaria dell'ACSI ci sarebbe poi una terza via di stampo più prettamente «politica»: proibire tout court il marketing telefonico almeno per le assicurazioni di base, ma questa soluzione non è mai stata seriamente abbordata.

Per tornare alla situazione attuale, l'ACSI – delegata dal Cantone a fare per tutti (e non solo per i soci) consulenze gratuite e indipendenti sulle assicurazioni malattia – invita quindi alla prudenza e a non fidarsi di questi procacciatori di contratti, molto attivi anche sui social. Il loro obiettivo, infatti, è soprattutto di indurre gli assicurati a stipulare nuovi contratti per assicurazioni complementari. Il rischio è di trovarsi con assicurazioni complementari in più istituti assicurativi (quindi con inutili doppioni da pagare) per lungo tempo, visto che la possibilità di disdire tali contratti è prevista anche dopo 3-5 anni. L'ACSI ricorda inoltre che i premi per il 2016 per l' assicurazione obbligatoria LAMal non sono ancora stati approvati dalle autorità federali e resi pubblici. Normalmente la pubblicazione ufficiale avviene a fine settembre e gli assicurati hanno tempo fino a fine novembre per cambiare l' assicurazione malattia di base obbligatoria. Non c'è quindi alcuna fretta di decidere, tantomeno sotto le pressioni di individui sconosciuti e interessati. Diverso il discorso per le assicurazioni complementari facoltative, per le quali il termine di disdetta è in genere fissato a fine settembre.

Fonte: Il Corriere del Ticino