Bocciato l'aumento delle franchigie della cassa malati

Rimarranno invariate le franchigie delle casse malattia. Il Consiglio nazionale ha infatti bocciato la revisione della LAMal che prevedeva un loro aumento. Alla «naturale» opposizione della sinistra, oggi si è aggiunta anche quella della maggioranza del gruppo UDC, mentre buona parte del gruppo PPD si è astenuta.

Il dietrofront democentrista era già stato annunciato nei giorni scorsi  dal capogruppo Thomas Aeschi (ZG). Quest’ultimo oggi ha ribadito che occorre risolvere il problema dell’esplosione dei costi nel suo complesso. «Non si può incolpare soltanto la classe media per l’aumento dei costi sanitari, ma anche l’industria farmaceutica, le casse malattia, i medici, gli ospedali e i cantoni devono dare il loro contributo». Tale argomento è stato ripreso anche dal gruppo popolare-democratico. «L’aumento delle franchigie colpirà soltanto i pazienti, non v’è una simmetria dei sacrifici fra tutti gli attori», ha sottolineato Leo Müller (PPD/LU). Per questo la maggioranza del gruppo si è astenuta al momento del voto.

La modifica della Legge federale sull’ assicurazione malattiaLAMal ) prevedeva che, quando il rapporto tra la franchigia di base e i costi lordi medi per assicurato avesse superato quota 1:13, sarebbe scattato un aumento di 50 franchi di tutte le franchigie, anche quelle opzionali. La franchigia minima sarebbe quindi immediatamente passata da 300 a 350 franchi. Durante i dibattiti che hanno portato alla revisione della LAMal ora bocciata, la maggioranza borghese aveva ritenuto che chiedendo agli assicurati una maggiore partecipazione ai costi si sarebbe potuto favorire un comportamento più attento, impedendo visite mediche e ospedaliere superflue. Di parere opposto la sinistra, secondo cui l’automatismo propugnato dalla maggioranza non era adeguato per controllare i costi sanitari. 

Fonte: Il Corriere del Ticino