Le sfide della sanità tra costi e miti

Le sfide della sanità in Ticino e in Svizzera, l’aumento continuo dei premi di cassa malati e le strategie per contenere i costi. Questi sono alcuni dei temi affrontati durante il convegno organizzato dall’associazione di categoria degli assicuratori malattia santésuisse a Bellinzona. E in attesa che tra qualche giorno Berna comunichi i premi per il 2020, il presidente dell’associazione e consigliere nazionale Heinz Brand è stato chiaro: «Tutti gli elementi ci indicano un aumento dei costi della salute e, di conseguenza, anche dei premi. Come associazione di categoria ci attendiamo dunque un incremento forse meno marcato rispetto al passato, ma continuo anche per i prossimi anni. E per il 2020 stimiamo una crescita dell’1%». Da parte sua, il direttore del DSS Raffaele De Rosa ha invece posto l’accento sulle recenti sentenze del Tribunale amministrativo federale che, ricordiamo, ha accolto i ricorsi interposti dalla Clinica luganese Moncucco e dalla Clinica Santa Chiara sulla pianificazione ospedaliera approvata dal Gran Consiglio nel dicembre 2015. Decisioni che «rimettono in discussione il tutto», ha affermato il consigliere di Stato ribadendo come «allo stesso tempo queste sentenze evidenziano soprattutto la difficoltà di identificare i confini entro i quali i Cantoni possono ragionevolmente decidere autonomamente». Un aspetto questo emerso anche nel corso della tavola rotonda, moderata dal vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti. In particolare, il direttore della Divisione della salute Paolo Bianchi ha ricordato come «a stabilire i prezzi dei medicamenti è la Confederazione, non i Cantoni. Non dobbiamo poi dimenticare che ad influire sul fatto che in Ticino i costi della salute siano maggiori sono elementi come l’alta densità delle farmacie, una popolazione più anziana e l’impossibilità, per i nostri medici, di vendere medicamenti». Ad influire sono anche fattori culturali in generale. In Ticino si consuma molto in termini di sanità. Basta pensare che nella classifica svizzera il nostro cantone si situa in terza posizione. Lanciando uno sguardo al futuro, per la direttrice dell’associazione di categoria Verena Nold, sarà importante «continuare ad impegnarsi per avere un settore sanitario liberale e sociale, evitando così di ritrovarci con una medicina a due velocità». Molti dunque gli spunti emersi nel corso del convegno durante il quale si è voluto altresì sfatare alcuni miti legati agli assicuratori malattia. «Detto che l’influenza degli assicuratori malattia è sovrastimata, va ribadito che le riserve delle casse malati hanno una funzione benefica», ha spiegato Ivo Giudicetti, responsabile di progetto. «Simili riserve servono infatti a finanziare il sistema nelle annate con risultati deficitari. E dal 1996, quando è stata introdotta la LaMal, è già successo 10 volte. Ecco perché restituire le riserve agli assicurati, come richiesto da alcune forze politiche, non risolverebbe i problemi. Non da ultimo considerando che si tratterebbe di un importo pari a 978 franchi per assicurato. Neanche il costo di un affitto».


Fonte: Corriere del Ticino