I cantoni non potranno creare una cassa malati unica

Il cambiamento del sistema proposto è già stato respinto nel settembre 2014 con il "no" all'iniziativa popolare "per la cassa malati unica", ha fatto notare il relatore della commissione Raymond Clottu (UDC/NE). Per lo stesso relatore non vi sono indizi secondo cui una cassa malati pubblica comporterebbe prestazioni più convenienti dal profilo dei costi e/o migliori sul piano qualitativo. Secondo il cantone ginevrino, la cassa malati unica rappresenterebbe una risposta ai premi in eccesso pagati per anni dai cittadini che non saranno peraltro mai integralmente rimborsati. Per Ginevra, la mancanza di trasparenza di alcune casse, come pure la selezione degli assicurati e i buoni rischi, sono pratiche "inammissibili". L'iniziativa rispetta il federalismo, ha sostenuto Lisa Mazzone (Verdi/GE) difendendo una proposta analoga a quelle giurassiana e ginevrina depositata dal suo gruppo parlamentare. I suoi argomenti non hanno convinto la camera che ha respinto l'idea con 122 voti contro 52. Con 122 voti contro 51 e 4 astenuti, il Nazionale ha anche bocciato un'altra iniziativa cantonale di Ginevra che chiedeva l'introduzione della trasmissibilità della riserva quando un assicurato passa da una cassa malati ad un'altra. Per la maggioranza la proposta puo' causare costi amministrativi molto elevati ed è poco opportuna poiché le riserve non sono costituite per i singoli assicurati ma bensì globalmente per ognuno degli assicuratori al fine di garantirne la solvibilità a lungo termine. La trasmissibilità delle riserve, è stato sottolineato, creerebbe inoltre incentivi indesiderati nella concorrenza fra casse malattia poiché potrebbero essere tentate di attrarre gli assicurati affiliati a casse che dispongono di riserve consistenti.

Fonte: Corriere del Ticino